Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo
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mercoledì 14 febbraio 2018

Elezioni RSU, tempistica: cosa devono fare le scuole?

L’Aran ha pubblicato la Circolare n. 1/2018, per fornire istruzioni in tema di rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) nelle pubbliche amministrazioni, scuola compresa.
La Circolare sostituisce le procedenti note, sintetizzando in un unico testo tutti i chiarimenti necessari al corretto svolgimento delle Elezioni.
Riportiamo, in questa scheda, le informazioni principali relative a: tempistica; sede di elezione; compiti delle istituzioni scolastiche.
TEMPISTICA
  • 14 febbraio-9 marzo 2018 presentazione liste;
  • 23 febbraio: insediamento commissione elettorale;
  • 28 febbraio: costituzione commissione elettorale;
  • 17 aprile: insediamento commissione elettorale e inizio operazioni di voto;
  • 18 aprile: operazioni di voto;
  • 19 aprile: operazioni di voto;
  • 20 aprile: scrutinio.
SEDE ELEZIONE RSU
In ciascuna scuola viene eletta un’unica RSU, pertanto ogni istituzione scolastica costituisce sede di elezione. Gli elenchi delle sedi per la presentazione delle liste sono resi disponibili ai sindacati dal MIUR e dal MAECI.
COMPITI DELLA SCUOLA
L’Istituzione scolastica:
  • favorisce la partecipazione del personale alle operazioni elettorali;
  • facilita l’affluenza alle urne tramite un’adeguata organizzazione del lavoro;
  • mette a disposizione: il locale per la Commissione elettorale; i locali per il voto; il materiale cartaceo o strumentale (anche informatico) per lo scrutinio (matite, urne,…); la stampa del “modello” della scheda predisposta dalla Commissione elettorale; la stampa delle liste dei candidati da affiggere all’ingresso dei seggi;
  • cura la sicurezza e sorveglianza dei locali dove si vota, soprattutto dopo la chiusura;
  • cura l’integrità delle urne sigillate fino allo scrutinio;
  • consente ai componenti delle Commissioni elettorali l’assolvimento dei propri compiti utilizzando ogni forma di flessibilità nell’organizzazione del lavoro;
  • registra il Responsabile Legale dell’Ente (RLE) e può nominare un responsabile del procedimento (RP) “verbali RSU”;
  • trasmette all’Aran il verbale riassuntivo ricevuto dalla Commissione elettorale tempestivamente e comunque entro il 10 maggio 2018.
RESPONSABILE LEGALE DELL’ENTE (RLE), RESPONSABILE PROCEDIMENTO (RP) VERBALI RSU E TRASMISSIONE VERBALE FINALE
I verbali elettorali sono trasmessi all’Aran esclusivamente tramite procedura on-line. A tal fine, nel sito dell’Agenzia, è presente un’Area Riservata alle Amministrazioni Pubbliche.
Operazione propedeutica all’accesso all’Area Riservata è la registrazione del Responsabile Legale dell’Ente (RLE – nel caso della scuola il DS)
Il RLE, all’interno dell’Area riservata, può nominare un Responsabile del procedimento (RP) “Verbali RSU”, rimanendo comunque responsabile dei dati inseriti, insieme al medesimo RP.

14 febbraio 2018 -- Nino Sabella

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giovedì 14 dicembre 2017

Ancisi (LpRa) diffida il Comune e il Pd dall'utilizzo inappropriato del Cisim di Lido Adriano

Sotto accusa il fatto che il PD lo abbia già usato e stia ancora usando il centro culturale giovanile per proprie iniziative di partito - Il congresso PD è indetto per oggi, mercoledì 18 ottobre

Alvaro Ancisi leader di Lista per Ravenna manda una diffida pubblica al sindaco Michele de Pascale e al dirigente del servizio Partecipazione e cittadinanza, Stefano Severi, sul non appropriato utilizzo del Centro Giovanile del Comune di Lido Adriano, il Cisim, in quanto qui il PD avrebbe tenuto e continuerebbe a tenere - indebitamente - riunioni politiche di partito. Questo utilizzo, per Ancisi, viola tutte le regole che presiedono all'uso della struttura.

La diffida di Ancisi

"Il Centro di aggregazione giovanile CISIM, situato a Lido Adriano, in viale Parini 48, si avvale di un edificio di proprietà comunale, molto ampio, con grandi vetrate, così descritto nel sito internet del Comune: “All’interno tre distinti spazi configurano e caratterizzano la sua identità attuale, una sala grande destinata ad ospitare spettacoli e concerti riservata ai soci dell'associazione che gestisce il centro. L'edificio ospita una biblioteca, il centro Informagiovani/Informadonna di orientamento al lavoro e allo studio per i cittadini di Lido Adriano... Il Cisim è pensato come luogo di incontro e partecipazione alla vita sociale e culturale della comunità con l’intento di renderlo punto di riferimento non solo per la popolazione di Lido Adriano e di Ravenna, ma anche luogo di incontro e di dialogo per spettatori, artisti e intellettuali”. - scrive il capogruppo di Lista per Ravenna - Le modalità di utilizzo dell’immobile sono disciplinate da un accordo di compartecipazione (allegato n. 4) tra il Comune di Ravenna e l’associazione “Il lato oscuro della costa”, in atto da maggio 2016 a dicembre 2018, sostanzialmente così riassubile:
• il Comune concede all’associazione l’uso gratuito dell’immobile, sostiene senza limite i costi delle utenze ad esso intestate (energia elettrica, acqua, riscaldamento), produce i materiali pubblicitari degli eventi da svolgersi, si accolla la manutenzione straordinaria dell’edificio, versa all’associazione rimborsi spesa fino ad € 81.330,00;
• l’associazione, esclusa l’attività sociale riservata privatamente ai propri iscritti, è tenuta, quale corrispettivo di interesse pubblico, a realizzare eventi o iniziative, nel numero minimo di 5 il primo anno e 10 gli anni successivi, da svolgersi nei seguenti ambiti (non altri): attività musicali; ospitalità e residenza artistiche per musicisti e giovani artistici; laboratori di musica rap e djing, hip pop; incontri pubblici, convegni e mostre di carattere culturale; documentari; biblioteca. È tenuta ad ottenere per tali eventi l’autorizzazione della Commissione Tecnica di Vigilanza del Pubblico Spettacolo, mancando la quale essi potranno essere comunicati esclusivamente ai soci dell’associazione stessa. Non possono essere rilasciate tessere di socio nell’immediatezza dell’evento."

"Alla luce di queste regole, sembrano assolutamente inammissibili all’interno del CISIM, oltreché contraddittorie col significato stesso del progetto, le attività del neo costituito Circolo PD di Lido Adriano e Lido di Dante - attacca Ancisi - 1. la prima di queste è stata la serata di fondazione del Circolo stesso, avvenuta il 15 maggio 2017, pubblicizzata sul sito internet pd-lidoadriano-lidodidante.ravenna-ra.it/ (allegato n. 1); 2. la seconda, pubblicizzata anche con un volantino (allegato n. 2) e così presentato su internet (allegato 3) “CONGRESSO CIRCOLO PD LIDO ADRIANO-LIDO DI DANTE. 18 OTTOBRE, LIDO ADRIANO E LIDO DI DANTE ELEGGONO IL NUOVO SEGRETARIO PD. Mercoledì 18 ottobre alle ore 20.30 indetta l’Assemblea di Circolo presso il CISIM Viale Parini 48 a Lido di Adriano. All’ordine del giorno l’elezione dei membri del nuovo Direttivo e l’elezione del Segretario di Circolo che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni. Presente anche il Sindaco e alcuni assessori. L’invito è esteso a tutti gli elettori, elettrici, simpatizzanti e cittadini”. È scritto nel volantino: “Partecipa, festeggia con noi e vieni a dire la tua… Buffet offerto. Il bar sarà aperto”.

Ancisi ricorda che a Lido Adriano fu inaugurato “un punto PD di incontro", in viale Virgilio 115, ora disattivato, e deduce "che il CISIM, sia pure formalmente non identificato come sede del nuovo Circolo PD, lo sarebbe diventato di fatto, non si sa con l’autorizzazione di chi, la quale comunque apparirebbe gravemente indebita. Al riguardo, va tenuto conto che entrambi i soggetti sottoscrittori del contratto di compartecipazione dovrebbero ritenersi soggetti alle norme che regolano la pubblica amministrazione: il Comune quale ente pubblico, l’associazione come incaricata di pubblico servizio, ai sensi dell’art. 358 del codice penale."
"Quale consigliere comunale di Ravenna, ritenendone, ai sensi dell’art. 331 del codice di procedura penale, di averne l’obbligo - insiste e conclude Ancisi - rivolgo pertanto al sindaco e al dirigente in indirizzo nelle vesti rispettive di “responsabile dell’amministrazione del Comune”, che “sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti” (Testo unico degli enti locali, art. 50, commi 1 e 2) e di titolare del servizio incaricato di gestire e di vigilare sull’esecuzione del contratto di compartecipazione in causa esercitando al riguardo le funzioni e responsabilità dovute (Testo unico degli enti locali, art. 107), la seguente DIFFIDA verificare l’andamento dei fatti suesposti e attivare le proprie rispettive competenze volte a correggere, impedire da subito e sanzionare gli eventuali abusi accertati. La presente è trasmessa formalmente ai sensi dell’art. 328 del codice penale."

Gli Allegati prodotti da Alvaro Ancisi:


mercoledì 10 agosto 2016

Festa della Madonna di Sulo

FILETTO (Ravenna)
Parrocchia di Santa Maria in Sulo
A pochi km dal mare, Filetto è un paesino accogliente nell’entroterra ravennate a pochi minuti da Ravenna, Forlì e Faenza. La parrocchia di Santa Maria in Sulo fa parte della diocesi di Forlì-Bertinoro e ha sede nel Santuario di Filetto, dove è custodita l’immagine miracolosa della Madonna protettrice del buon parto. Dal 1618 tante persone sono attirate dalla Sacra Immagine della Vergine di Sulo che dona grazie e benedizioni (molte mamme chiedono il dono della vita e di un parto sereno).
Da diversi anni un gruppo di giovani ed adulti offre una semplice ma preziosa occasione d’incontro con la Festa della Madonna di Sulo. Con l’ingresso nove anni fa nel Comitato “Feste e sagre” i parrocchiani sono riusciti ad aggiungere ai festeggiamenti religiosi anche un momento di incontro e divertimento, in occasione della ricorrenza di metà agosto.
Con i proventi della festa la parrocchia è riuscita a ristrutturare la chiesa e la sala parrocchiale, luogo importante per tutte le attività ricreative della frazione.

Le Nostre Feste:

Festa della Madonna di Sulo: Tra San Lorenzo e Ferragosto non si fa festa solo al mare: da oltre dieci anni è Filetto, paesino nell’entroterra fra Ravenna, Forlì e Faenza, a o

domenica 18 ottobre 2015

Scuola, 1.700 precari fanno causa - Ravenna - Corriere di Romagna



Scuola, 1.700 precari fanno causa
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RAVENNA. Maxi causa dei precari della scuola: in settimana, sarà il giudice del lavoro di Ravenna il primo in Italia a emettere una sentenza sul caso che, solo in provincia, coinvolge oltre 1.700 persone tra docenti e personale Ata, ma che a livello nazionale ne investe oltre 20mila. Due i filoni dei ricorsi presentati: almeno un migliaio di precari al lavoro nelle scuole ravennati chiede di vedersi riconoscere, col diploma magistrale conseguito prima del 2001, l’accesso alle graduatorie nonostante il colpo di spugna inferto nel 2007 quando le graduatorie vennero chiuse lasciando fuori tutti i diplomati fino al 2001; e sono invece almeno in 700, tra docenti e personale Ata, a chiedere la stabilizzazione e risarcimenti dopo oltre 36 mesi di precariato, come “suggerito” dalla Corte europea.
Dunque, il giudice del lavoro Roberto Riverso emanerà in settimana la prima sentenza italiana sui maxi ricorsi: sul filone di chi chiede l’accesso alla graduatoria pur da diplomati prima del 2001, in realtà si è già espresso appena qualche giorno fa il Tar del Lazio che ha accolto la tesi di 5mila ricorrenti in tutta Italia. Altre decisioni del Tar sono attese per il 29 settembre e per ottobre, ma per il momento è alla sentenza del giudice Riverso che il mondo della scuola guarda sospirando, nella speranza che possa aprire la strada a una pioggia di risarcimenti e contratti di stabilizzazione.
«Esiste una fascia di diplomati magistrali antecedente al 2001-2002 - spiega la segretaria provinciale della Flc Cgil, Marcella D’Angelo -, questo diploma dava l’abilitazione all’insegnamento ma in realtà non è mai stato considerato titolo abilitante. Sicché quando nel 2007 si sono chiuse le graduatorie e tutti i diplomati magistrali antecedenti al 2001 non hanno potuto inserirsi, sono scattati i ricorsi. Nel 2014, il Consiglio di Stato lo ha definito abilitante, quindi tutte le persone che nel 2007 non sono state inserite in graduatoria hanno subito un danno, da qui la vertenza al giudice del lavoro per chiedere l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento». Più semplice la dinamica di chi chiede invece l’assunzione dopo 3 anni di precariato. «Già una sentenza della Corta europea ha imposto di assumere tutte queste persone - allarga le braccia la D’Angelo -, ma l’Italia non si è conformata ma ha continuato a reiterare i contratti studiando escamotage diversi. L’ultima riforma addirittura dice che, siccome l’Europa ha imposto che dopo 36 mesi non si possono più avere contratti precari, dunque devono essere di fatto licenziati. E non assunti». Con la stabilizzazione, chiedono anche la ricostruzione degli anni di precariato ai fini della pensione e un risarcimento morale. La speranza dei 1.700 precari ravennati e delle scuole ravennati è che il «giudice del lavoro si pronunci in modo positivo perché è improponibile che un titolo spendibile prima della chiusura delle graduatorie non lo sia dopo solo perché il governo se l’è dormito. Per parlare di questi e altri temi, abbiamo chiesto al prefetto un incontro: saremo ricevuti il 30 settembre».
Caratteri rimanenti: 1000
Scuola, 1.700 precari fanno causa - Ravenna - Corriere di Romagna

domenica 14 dicembre 2014

Oltre 100 relatori in programma agli Stati Generali della Green Economy 5 e 6 novembre a Rimini Fiera

437 imprenditori a confronto sulla green economy:tutti i risultati dell’indagine del Consiglio Nazionale
Si è tenuta oggi, alla presenza di Edo Ronchi, Presidente della Fondazione dello Sviluppo Sostenibile, Francesco La Camera, Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, e Lorenzo Cagnoni, Presidente di Rimini Fiera, la presentazione del programma della terza edizione degli Stati Generali della Green Economy, dedicati a “Lo sviluppo delle imprese della green economy per uscire dalla crisi italiana”, in programma il 5-6 novembre a Ecomondo-Key Energy e Cooperambiente a Rimini Fiera.
La due giorni sarà aperta con la sessione della mattina del 5 novembre dal Ministro dell'Ambiente e a seguire interventi di rappresentati di istituzioni e organizzazioni europee. I lavori proseguiranno nel pomeriggio del 5 novembre in 7 sessioni tematiche di approfondimento e consultazione. I risultati della discussione verranno presentati la mattina del 6 novembre in occasione della sessione conclusiva alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico. Parteciperanno complessivamente oltre 100 autorevoli relatori, tra i quali rappresentanti istituzionali, imprese e organizzazioni di imprese, mondo della ricerca e associazioni.
“Gli Stati Generali della Green Economy - ha commentato Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente - sono il motore della conversione culturale, e quindi politica ed economica, che sta ponendo l’economia sostenibile al centro del progetto-paese.  I dati parlano chiaro: in anni di crisi gravissima, cresce, e vigorosamente, nel nostro paese un solo comparto, quello della green economy. È cresciuto il volume d’affari ed è cresciuta soprattutto l’occupazione. Il Governo sostiene questa “rivoluzione ambientale” e vede negli “Stati Generali” il laboratorio privilegiato del cambiamento”.
“La direttrice dei contenuti degli SGGE 2014 - ha dichiarato Lorenzo Cagnoni, Presidente di Rimini Fiera SpA - è perfettamente aderente a ciò che oltre 90.000 operatori italiani ed esteri troveranno ad ECOMONDO e nei cinque saloni che in contemporanea l’accompagnano. Abbiamo concentrato ogni sforzo per garantire alle imprese della green economy strumenti di business e di sviluppo, indicheremo percorsi e favoriremo nuove relazioni coi mercati internazionali più appetibili. Questo siamo convinti sia il mestiere di una fiera concreta ed efficiente”.
Nel corso della conferenza stampa, sono stati presentati e commentati i risultati dell’indagine sugli orientamenti degli imprenditori della green economy condotta tra aprile e maggio 2014 dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Consiglio Nazionale della Green Economy. Al sondaggio, articolato in 56 temi relativi a 8 argomenti strategici, hanno risposto 437 imprenditori che gestiscono imprese per un totale di 64.573 dipendenti e con un fatturato complessivo di 15 miliardi e 956 milioni. Il campione è eterogeneo e include imprese di diverse dimensioni (micro, piccole, medie e grandi), distribuite su tutte le aree del paese (nord ovest, nord est, centro, sud e isole), di tutti i settori più rappresentativi della green economy (agroalimentare di qualità ecologica, riciclo di rifiuti, altri beni e servizi di elevata qualità ecologica, energie rinnovabili, efficienza energetica, servizi per l’ambiente).
“Nel panorama italiano - ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile - un gruppo esteso di imprenditori si caratterizza per un nuovo orientamento, chiaramente green, e comincia a operare nella stessa direzione sulla base di idee e convinzioni condivise. È su questo importante fattore, emerso dall’indagine condotta dal Consiglio Nazionale, che vogliamo incentrare la discussione a Rimini, presentando al Governo imprenditori pronti a fare squadra per affrontare la crisi economica e climatica”.
«Non si può parlare di sviluppo sostenibile se non c’è economia che guarda al verde – spiega Francesco La Camera, direttore generale al ministero dell’Ambiente – e gli Stati Generali della Green Economy rappresentano il motore di lancio di questo fenomeno. Inoltre, nell’ambito di questo programma, stiamo lavorando anche all’elaborazione di un marchio riconosciuto dalla legge che consenta di premiare il lavoro di chi si impegna nella produzione secondo le regole della Green Economy».
I risultati più significativi emersi dall’indagine nelle 8 tematiche chiave affrontate:
  • Rispetto al rapporto tra imprese e green economy: il 95% dichiara che un’impresa green deve produrre con processi produttivi di elevata qualità; il 94% dichiara che un’impresa tradizionale può avviarsi verso una green economy se realizza un serio programma di interventi e di investimenti finalizzati a raggiungere un’elevata qualità ecologica del processo produttivo, dei beni e dei servizi prodotti; per il 97% degli intervistati, sono fondamentali i valori e la visione di chi guida un’impresa green.
  • Sulla visione dell’economia: la finalità dell’economia deve essere quella di assicurare un benessere duraturo e inclusivo per il 94% degli imprenditori; il 98% è d’accordo nell’affermare che l’economia deve puntare sul risparmio e l’uso sempre più efficiente dell’energia e delle risorse naturali; il 95% dichiara che, tra le finalità dell’economia, dovrebbero esserci quelle di conservare il capitale naturale e assicurare i servizi ecosistemici per avere un futuro.
  • Rispetto alla crisi economica: il 92% degli intervistati afferma che la crisi è profonda e sollecita cambiamenti perché le vecchie strade non sono più sufficienti per riaprire prospettive durature di sviluppo; per il 97% la crisi è aggravata dagli sprechi nella spesa pubblica, dalla corruzione e dall’inefficienza della politica; il 90% afferma che innovare, differenziare, convertire produzioni e consumi in direzione green potrebbe contribuire in modo significativo ad alimentare una ripresa economica, con nuovi investimenti e nuova occupazione; l’Italia può uscire meglio dalla lunga recessione se trova la capacità di valorizzare la sua vocazione alla qualità e alla bellezza, secondo il 94% degli intervistati.
  •  Tra le politiche ambientali da mettere in atto: per il 92% degli imprenditori la crisi climatica è ormai un’emergenza globale e richiede drastici tagli delle emissioni di gas di serra, una rivoluzione energetica basata sul risparmio, l’efficienza e le fonti rinnovabili; il 99% dichiara che occorre risparmiare e usare in modo più efficiente le risorse e i materiali, ridurre la produzione di rifiuti, migliorare e aumentare la durata e la riutilizzabilità dei prodotti, massimizzando il riciclo, valorizzando il recupero e puntando a ridurre al minimo lo smaltimento; per ridurre i rischi di dissesto idrogeologico, di frane e alluvioni occorre gestire meglio, tutelare e fermare il consumo di nuovo territorio, utilizzando aree già urbanizzate, bonificando e recuperando siti contaminati (98%).
  • Sul tema “Le imprese della green economy e la società”: per il 94% la trasparenza e la correttezza nei confronti dei clienti - e più in generale i cittadini - sono comportamenti etici che hanno anche ricadute economiche positive; il 97% dichiara che il personale, ai vari livelli, va attivamente e consapevolmente coinvolto negli obiettivi aziendali ma anche nelle azioni di responsabilità sociale.
  • Tra gli obiettivi e gli orientamenti d’impresa è importante: per il 95% essere in regola con tutte le normative in tutti i settori, con particolare attenzione a quella ambientale; innovare, differenziare e migliorare la qualità ecologica dei prodotti (96%); minimizzare o eliminare gli impatti ambientali dei processi produttivi per prevenire danni alla salute e all’ambiente (97%); creare un ambiente attrattivo per i migliori talenti e per favorire un lavoro creativo e responsabile (96%); realizzare un’attività che sia duratura nel tempo, che generi utili, ma che sia anche utile e apprezzata dalla comunità (97%).
  • Per quel che riguarda le iniziative per il futuro delle imprese green per il 94% degli intervistati è necessario promuovere l’ecoinnovazione degli impianti, dei processi, dei beni e dei servizi.
  • Tra le priorità per le politiche pubbliche è necessario: definire norme più semplici e più incisive, più tempestive, più chiare e stabili per il 97% degli intervistati; attuare una decisa lotta alla corruzione e alla criminalità (98%); valorizzare i potenziali di una green economy italiana basata sulle vocazioni dei nostri territori, della nostra manifattura, sulle nostre risorse culturali e naturali, di qualità e di bellezza (97%).
Altri dati interessanti:
  • All’affermazione “un’impresa green può avere oggi maggiori possibilità di successo di mercato”, c’è un consenso alto fra gli imprenditori che gestiscono imprese green di grandi dimensioni (fra abbastanza d’accordo e molto d’accordo - superiore all’80%), mentre è più basso tra le micro, piccole e medie imprese.
  • All’affermazione “La finanza deve essere più controllata e l’impiego del risparmio deve restare più ancorato agli investimenti locali” l’accordo è più elevato fra gli imprenditori delle micro-imprese, più legate alla dimensione locale (82%), meno elevato fra quelli delle grandi imprese.
  • L’affermazione “Valorizzare le certificazioni ambientali di prodotto e di organizzazione“ incontra un vasto consenso fra tutti gli imprenditori della green economy, ma con una significativa differenza fra l’altissimo consenso di quelli delle grandi imprese (95%) e quello meno elevato delle microimprese (76%).
Il Consiglio Nazionale della Green Economy è composto da 67 organizzazioni di imprese rappresentative della green economy italiana. Promuove, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico, gli Stati Generali della Green Economy. Il Consiglio si è dotato di 10 gruppi di lavoro su 10 settori strategici - che coinvolgono quasi 400 esperti in tutta italia - allo scopo di sviluppare una piattaforma di proposte strategico-programmatica per lo sviluppo di una green economy come via d'uscita dalla crisi economica e come chiave per il rilancio di investimenti e occupazione attraverso un Green New Deal. Il processo di elaborazione partecipata ha coinvolto tra il 2012 e il 2013 più di 4.000 stakeholder
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venerdì 28 novembre 2014

Il gruppo "AMIC SOLO CITTADINI INVALIDI" INFORMA

SE SEI UN CITTADINO INVALIDO, Il gruppo "AMIC SOLO CITTADINI INVALIDI" HA BISOGNO DI GENTE COME TE.GRAZIE
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" Io Invalido del Club in MoVimento TI INFORMO on line"
Benvenuti nel gruppo AMIC SOLO CITTADINI INVALIDI dello IUniScuoLa.
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Il gruppo ha lo scopo di accogliere ed unire gli invalidi , tutelando gli interessi morali e materiali degli iscritti e delle loro famiglie. In particolare:
«Favorire l'attivazione e il mantenimento del benessere psicofisico degli invalidi»; « Promuovere Online relazioni sociali con le altre associazioni e favorire la partecipazione degli invalidi alle proposte culturali, ricreative e sportive presenti sul territorio »
email: sportello.antistalking@gmail.com

lunedì 7 luglio 2014

INVITO GRUPPO BATTITORI LIBERI

Aderisci al Gruppo Battitori Liberi Uniti
https://www.facebook.com/groups/470643416371678/
foto di Dino Donofrio.