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martedì 1 giugno 2010

Disponibile on line sul sito web del MIUR “Lingue di minoranza e scuola- A dieci anni dalla Legge 482/99”

Il plurilinguismo scolastico nelle comunità di minoranza della Repubblica Italiana
Premessa
Il rispetto per la diversità linguistica e culturale rappresenta uno degli elementi costitutivi
dell’Unione Europea che sviluppa un sentimento d’appartenenza comune fondato sulla diversità culturale, religiosa, etnica e linguistica e che caratterizza proprio l’Europa storica come un’occasione identitaria complessa, di cui possiamo e dobbiamo sforzarci di esaltare gli aspetti positivi, travalicando – senza tuttavia negarle – le difficoltà che si possono incontrare.
Proprio il plurilinguismo, nel rispetto per la diversità linguistica, traccia le basi di un contesto identitario ricco di potenzialità inedite, di prospettive, di contatti,di prosperità e di scambi tra persone e culture. È questo un intrecciarsi di identità in cui le culture minoritarie non sono più costrette a fare da contrappunto sottotono alle grandi lingue della comunicazione e alla cultura della globalizzazione, riacquistando invece importanza attraverso le loro stesse lingue, veicolo come ben si sa di cultura, di creatività e di visioni del mondo. Le lingue di minoranza sono parte integrante del quadro di una Unione Europa che con i suoi 27 Stati membri, 3 alfabeti e 23 lingue ufficiali e circa 60 altre lingue parlate in particolari regioni o da specifici gruppi, rappresenta una delle comunità linguisticamente più complessa del pianeta2.
Il plurilinguismo è una competenza articolata e plurale che comprende tutta la gamma di lingue e di varianti che ciascuno di noi possiede, domina e utilizza per scopi diversi. In questo quadro la promozione della conoscenza di almeno due lingue comunitarie oltre alla lingua materna è
necessaria per comunicare e per prendere parte a interazioni interculturali, padroneggiando,
sia pure a livelli diversi, competenze in più lingue ed esperienze in più culture.
La società in cui viviamo è una società caratterizzata da una pluralità di lingue e di culture
dove ciascuno di noi partecipa alla vita sociale e agli scambi linguistici mettendo in gioco il repertorio di competenze linguistiche possedute, esercitando una competenza complessa o addirittura composita; proprio per questo, alla luce del riconoscimento di questa multiformità di esperienze linguistiche e culturali, che un importante gruppo di intellettuali, costituito su richiesta della Commissione Europea, per prestare la propria consulenza sul multilinguismo e sul dialogo interculturale, oltre a suggerire lo studio di una lingua veicolare comune ipotizza e si fa promotore di una “lingua personale adottiva”3.

leggi Lingue di minoranza e scuola. A dieci anni dalla Legge 482/99

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